Header image  
FIRENZE  
line decor
  
line decor
 
 
 Musipolitana
 

 
 
DICONO DI NOI...

Les Italiens, “falsi d’autore” jazz di Cristina Marinoni
PANORAMA.IT cultura e societa' - Giovedì 11 Settembre 2008

“Falsi d’autore” jazz : il maestro Alessandro Di Puccio (tra i suoi allievi anche il pianista Stefano Bollani) definisce così il progetto che ha ideato e realizzato con Les Italiens, l’orchestra fiorentina di cui è fondatore e direttore. Il gruppo, infatti, propone brani composti e arrangiati da Di Puccio stesso - con testi di Franco Pinzauti e Massimo Altomare - che ricreano l’atmosfera magica del jazz nato a Firenze nel dopoguerra. Venerdì, Les Italiens renderanno omaggio alla loro città con lo spettacolo gratuito Dopo la guerra arrivò un giorno la musica… in attesa della pubblicazione del Cd, che sarà pronto a inizio 2009. Panorama.it ha incontrato il maestro Alessandro Di Puccio.
Il jazz sta tornando di moda: cosa vi distingue dalle altre orchestre che rilanciano il genere?
Senza polemizzare, un conto è eseguire pezzi di Fred Buscaglione in un programma televisivo nazional-popolare, un altro è ricreare l’immagine storica, filtrata come in un film dall’immaginazione: noi ci impegniamo in questo da dieci anni.
Com’è nato il progetto?
Dal desiderio di riscoprire la musica italiana del dopoguerra e, in particolar modo, il jazz arcaico che si è sviluppato in Italia nel periodo successivo al veto fascista degli anni Trenta. E pensare che Romano Mussolini è stato un ottimo pianista jazz; mi ha confidato che, con il fratello Vittorio, fu sorpreso dal padre mentre ascoltava Glen Miller: Benito sparì, poi tornò con il violino per dimostrare la sua abilità. Torno alla domanda: gli anni Quaranta sono stati quelli di talenti come Duke Ellington e Benny Goodman, che unirono eccellenza e divertimento: il jazz negli Stati Uniti era nato da una sorgente popolare – spesso nei bordelli di New Orleans – per raccontare le storie drammatiche della comunità afro-americana, proprio come il blues. Poi, con lo swing, si era arricchito di danza e musica leggera e con questa dote sbarcò qui e trovò in Firenze la sede più accogliente.
Per quale motivo?
Fino al 1948, dal 1945, l’esercito nazista occupava ancora il nord e le sedi dell’Eiar, in seguito diventata Rai, di Torino, Genova, Milano erano chiuse; il capoluogo toscano era già stato liberato quindi tutti gli artisti si rifugiavano lì. Mio padre mi ha raccontato che sembrava di essere a Chicago: nelle orchestre Ferrari e Barzizza militavano il batterista Francesco Bausi, che non aveva nulla da invidiare ai colleghi americani e Marcello Boschi e Tullio Tilli, sassofonisti straordinari. Questi musicisti hanno creato qualcosa di unico avvicinando il liscio della nostra tradizione con lo swing: fino a mezzanotte, mazurka e valzer, poi jam session fino alle 3.
Gli stessi intenti con cui venerdì sera a Firenze celebrate il jazz nella sua culla italiana…
Nella splendida Piazza della Passera, con le voci di Mary Loscerbo, Massimo Altomare e la narrazione di David Riondino regaleremo - l’ingresso è gratuito - alla platea un assaggio dell’epoca. Con la sua ironia e la sua creatività, Riondino è perfetto per presentare Les Italiens: nel Cinquecento e nel Seicento il vocabolo indicava gli attori della commedia dell’arte che improvvisavano su un canovaccio. Come fa lui puntualmente.
Les Italiens sono: Alessandro Di Puccio (vibrafono, percussioni) Luca Marianini (tromba), Simone Santini (sax alto), Marco Bini (sax tenore), Dario Cecchini (sax soprano, baritono), Stefano Onorati (pianoforte), Luca Gelli (chitarra), Francesca Taranto (basso elettrico, voce), Alessandro Fabbri (batteria),Massimo Altomare e Mary Loscerbo (voce).


 

 

 
 
webmaster E.Migliorati